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Rifacimento esterni: ecco il Bonus Facciate per il 2020

È in arrivo una nuova detrazione fiscale legata alla riqualificazione edilizia: è il “Bonus Facciate”, per la ristrutturazione dei prospetti esterni degli edifici.

Il governo mette sul piatto un forte sconto per il rifacimento esterni di condomini e palazzi ovvero per ridare dignità a strade e piazze dall’aspetto decadente.

Il nuovo beneficio fiscale introdotto in legge di Bilancio dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Dario Franceschini nasce per rilanciare gli investimenti per il restauro e il recupero delle facciate di palazzi e condomini. Una misura che servirà a dare un nuovo volto alle città italiane.

Franceschini aveva già avanzato una proposta simile nel 2015, anche allora era Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, e proponeva un “superbonus” superiore al 60% per il restauro delle facciate, per migliorare le città e le periferie e dare lavoro alle imprese.

Dal punto di vista tecnico, questa è una detrazione per la ristrutturazione delle facciate esterne dei palazzi. Che si traduce nella possibilità di fruire di un credito di imposta del 90% sulle spese effettuate per il restauro e il recupero degli edifici.

La proposta trae ispirazione da una famosa legge francese degli anni sessanta (la c.d. loi Malraux), che ha cambiato l’immagine di molte città della Francia.

Il nuovo bonus potrebbe creare un giro d’affari da 2,8 miliardi di euro, secondo le stime del Centro studi dell’Ance, e il costo per l’erario dovrebbe aggirarsi intorno ai 12 milioni di euro per il 2021, anno in cui si manifesteranno gli effetti finanziari sul bilancio statale.

Prevista solo per il 2020, a meno di proroghe che non potranno che arrivare solo il prossimo anno, gli obiettivi prefissati con il bonus facciata sono almeno tre:

  • il risparmio energetico
  • la riqualificazione del patrimonio edilizio
  • il rilancio della cura degli stabili

La potenziale platea di riferimento del nuovo Bonus, secondo una ricerca sulle epoche di costruzione degli edifici residenziali in Italia, condotta due anni fa da Cresme e Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (Cnappc), potrebbe essere composta da:

– 1 milione di edifici costruiti dal 2000 ad oggi;
– 5,5 costruiti dagli anni ’60 alla fine del Novecento;
– 1,8 milioni tra 1946 e 1960;
– 1,4 milioni tra le due guerre;
– 2,2 milioni costruiti prima del 1919.

Per tutti coloro interessati, la scadenza da segnare sul calendario è il 31 dicembre 2020.

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